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essenziAle
Liberi pensieri sulla comunicazione e riflessioni di non-marketing.
essenziAle #7
Una porta chiusa senza la maniglia
Da un po' di tempo rifletto sui miei capelli.
In realtà, rifletto su tante cose in questo periodo.
E tra queste ci sono i miei capelli.
In questi 40 e passa anni li ho portati a (quasi) zero, ma li ho avuti anche fino alle spalle.
Funziona così.
Un po' per pigrizia, un po' per non sapere come combinarli.
Ma stamattina, dopo il restyling con pura e dura acqua di pozzo, mi sono guardato allo specchio, incerto.
Mi sentivo un po' un cespuglio di Fabi-ana memoria.
Allora ho chiesto a mia moglie come stessi e lei mi ha risposto:
“A me piacciono!”
Che vuol dire tutto e vuol dire niente in effetti.
Eppure questo mi ha fatto pensare alla differenza tra la percezione che noi abbiamo di noi stessi e l'immagine che di noi hanno gli altri.
Mi sa che non sempre coincidono e anzi, azzardo, forse lo fanno raramente.
O (meglio) non lo fanno affatto.
Sono come quelle rette parallele, che per definizione non si incontrano mai.
Ma il punto non è conformarsi alle consuetudini sociali.
Al contesto di appartenenza.
Alla visione degli altri.
Il punto è sentire dentro di noi.
Scendere con una scaletta a pioli nel luogo più profondo e che abbiamo lasciato (volutamente) inesplorato.
Per risalire con quello che è il nostro essere più autentico.
Forse quello più intimo, primitivo e irrazionale.
Il punto è, sentire noi.
E se quei capelli tirati indietro non ci stanno proprio, è semplicemente perché non hanno voglia di andare contro la loro natura.
Non credi?
Al prossimo pensiero essenziAle,
Ale
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